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Poesie e musica da ascoltare

26 marzo

Martedì 26 MARZO 2019 ORE 21
TEATRINO DEL PIANO via Maggini 1 Ancona
Info: 3319203447

Martedì 26 marzo, ore 21.00, ad Ancona, presso il Teatrino del Piano (via Maggini 1, al CRASS) si allestirà una rappresentazione teatrale tratta dall’ultima raccolta poetica di Fosco Giannini, “Inguria, e tutti s’è scordati dei padroni”).
Non assisteremo ad una presentazione tradizionale del libro, ma le poesie di Giannini saranno interpretate dall’attrice Tiziana Marsili Tosto, accompagnata dalla musica di Alberto Antomarini. Sarà teatro.
Dopo “Poesie in forma di popolo”, la raccolta uscita nel 2017, Giannini ritorna col volume “Inguria, e tutti s’è scordati dei padroni”, ribadendo del libro del 2017 sia la forma linguistica e stilistica che l’afflato sociale, i soggetti sociali di riferimento.
Qual è la forma linguistica di “Inguria”? Tale forma è data dall’uso del dialetto anconetano, ma con un’avvertenza decisiva, quella che segna l’intera opera poetica di Giannini: la poesia in dialetto, in vernacolo – tesi estrema dell’Autore – ha avuto una “terribile” proliferazione, in Italia, tra gli anni ’70 ed ’80.
In quel ventennio, per motivi non facilmente identificabili, un’intera popolazione di “poeti dialettali” ha invaso ogni provincia italiana, con esiti – altra tesi dell’Autore- spesso disastrosi, sul piano della caratura poetica.
Cosa era accaduto? Si può evincere da un’analisi attenta del fenomeno, dalla messa a fuoco della natura sociale di tanti di quei “poeti dialettali”.
Tanti di essi, in verità, non avevano nulla a che spartire con il linguaggio del popolo, facendo parte organicamente della piccola e media borghesia pseudointellettuale.
Quella loro radice sociale li ha spinti ad utilizzare il dialetto come una sorta di “divertimento” e nelle loro “poesie” il linguaggio popolare era quello che loro credevano intimamente fosse il linguaggio degli operai, dei muratori, degli infermieri, dei postini, delle casalinghe, dei lavoratori e delle lavoratrici: un linguaggio, in quest’errore prospettico, povero, volgare, meschino, privo di spiritualità e di universalità.
La poesia che discendeva da questa inclinazione ideologica, da questa visione probabilmente inconscia delle cose, in tanti di quei “poeti dialettali”, era una poesia, dunque, povera, volgare, meschina, priva di spiritualità, di universalità.
Priva di metafora, di allegoria, che sfociava inevitabilmente in un’unica e infame rappresentazione delle classi popolari: la caricatura, la macchietta umana.

Giannini, sulla scorta del grande Franco Scataglini, di Franco Loi, di Biagio Marin, imbocca decisamente e scientemente, con uno stile davvero tutto suo, l’itinerario opposto: quello di riconsegnare dignità, spiritualità, universalità alla vita e al linguaggio popolare.
Le donne e gli uomini del popolo, le operaie, gli operai, i muratori, i bancarellari, gli immigrati, i pensionati, i vecchi e le vecchie sole, il proletariato, gli emarginati, sono i soggetti di riferimento della poesia di Giannini. Soggetti dotati di un linguaggio denso, profondo e ricco d’echi come la loro vita.

L’attrice Tiziana Marsili Tosto e il musicista Alberto Antomarini hanno scelto di portare sul palco questa poesia.
E di consegnarvela martedì 26 marzo, alle ore 21.00, presso il Teatrino del Piano, al CRASS di Ancona.

Ci vediamo lì.

Dettagli

Data:
26 marzo
Categoria Evento:

Luogo

Teatrino del piano
Via Maggini+ Google Maps