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Parco della Cittadella

Nel quartiere Capodimonte, sulla sommità del colle Astagno e per opera dell’architetto Antonio da Sangallo il Giovane (1484 – 1546), sorge “La Cittadella”, un’edificazione militare rinascimentale realizzata nel 1532 che si affaccia sulla città e sul porto.
All’interno dell’antico campo trincerato si trova il Parco della Cittadella, che prende il nome proprio dall’adiacente Cittadella.

La struttura del parco risente dell’origine militare dell’area, infatti i camminamenti e le opere in esso presenti sono generalmente incassati, come la vecchia polveriera napoleonica “Beato Amedeo”

Il verde è abbondante e sono presenti anche saliscendi oltre che tratti pianeggianti.

All’interno del parco ci sono un bar, un’area giochi per bambini e un percorso atletico con attrezzature realizzate in legno e metallo per fare esercizi; inoltre su appositi corrimano ci sono targhe per illustrare le varie piante presenti, anche in braille per non vedenti.
In questo settore le piante stesse sono state scelte perché ciascuna di esse emana un diverso profumo risultando quindi interessanti anche per chi non vede.

Presente anche un’area riservata ai cani.


La Cittadella
La fortezza ha cinque bastioni chiamati della “Guardia”, della “Punta”, della “Campana”, “Gregoriano” e del “Giardino”. Il punto più alto è la Torraccia posta al centro della fortificazione che nel suo sottosuolo ha una rete di sotterranei.

Polveriera “Beato Amedeo”
Resasi necessaria per l’approvvigionamento delle artiglierie, fu progettata dal Capitano del Genio Militare Gouville nel 1811 secondo i criteri dettati dal marchese di Vauban, uno dei più grandi ingegneri militari di tutti i tempi.
E’ stata intitolata al duca di Savoia Amedeo IX che regnò dal 1465 al 1472. Disinteressato della vita pubblica, rinunciò al trono e si ritirò a Vercelli dove si dedicò alla cura dei bisognosi. Fu beatificato nel 1678.
In seguito all’abbandono da parte dell’Esercito Italiano delle strutture della Cittadella (dopo il terremoto del 1972), la polveriera per un periodo fu in uso alla sezione anconetana dell’Unione Italiana Tiro a segno.

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