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Parco del Cardeto

Il Parco del Cardeto è un parco che sorge sulla sommità dei colli Cappuccini e Cardeto che occupano tutta la parte alta della città di Ancona.

Il nome deriva dalla pianta del cardo che un tempo cresceva abbondante in tutta la zona. I semi di questa pianta danno nutrimento al cardellino, che infatti era frequente in tutto il parco. La stessa immagine scelta come emblema del parco rappresenta un cardellino. Oggi purtroppo sia cardi che cardellini sono davvero rari all’interno del parco.

La vegetazione di questi 35 ettari di terra è costituita in gran parte da macchia spontanea di ginestre, alaterni, biancospini, caprifogli, ornielli, cipressi. Sulle antiche mura e sulle pareti degli edifici esposte a sud crescono piante di violacciocche, capperi e bocche di leone, dalle vistose fioriture.

Nel parco ci sono aree ricche di storia :

Campo degli Ebrei: uno dei cimiteri isreaelitici più grandi e antichi d’Europa, il “Campo degli ebrei”, che è a ridosso del mare, fu attivo dal ‘400 (i primi documenti relativi alla destinazione di questo luogo ad area cimiteriale per la fiorente comunità ebraica anconetana datano al 1428)

Campo degli Inglesi o “Cimitero degli Inglesi”: riservato ai protestanti vi hanno trovato sepoltura membri delle varie confessioni protestanti presenti in città e non solo gli Inglesi. Si trova sul colle dei Cappuccini, all’interno del cinquecentesco bastione di San Paolo. Oggi del cimitero protestante rimangono due lapidi rettangolari in pietra, decorate con simboli e croci

Bastione San Paolo: costruito nel ‘500, all’interno è presente una rete di sotterranei caratterizzati da grandi ambienti con elementi architettonici di grande interesse storico: casematte, corridoi d’ascolto, sfiatatoi, feritoie, troniere, posterule

vecchio Faro: voluto nel 1860 da Papa Pio IX e di origine ottocentesca, sorge alla sommità del colle dei Cappuccini.. Dopo i due conflitti mondiali ed a causa dei terremoti e degli sfaldamenti del terreno il faro ha subito nel tempo parecchi danni e nel 1965 è stato costruito il nuovo faro, edificato a poche decine di metri

Polveriera Castelfidardo: denominata Castelfidardo in memoria della battaglia risorgimentale di Castelfidardo, fu progettata dall’architetto Giuseppe Morando ed è stata costruita a supporto dell’insediamento militare della vicina Caserma Villarey. L’attuale destinazione è a spazio teatrale/polifunzionale

Forte Cardeto: fu realizzato su iniziativa dei francesi nel 1799 che avevano strappato la città allo Stato della Chiesa. Si presenta piuttosto protetto dalla sua conformazione, dal momento che un lungo fossato ne mantiene nascosta gran parte delle scarpate. Era collegato con il bastione destro alla Cinta della terza linea ed era armato con 8 cannoni, non aveva una polveriera propria , perchè utilizzava la polveriera “Castelfidardo” situata poco distante, della capacità di circa 200.000 kg di polvere. Fu collegato al Campo Trincerato dopo l’Unità d’Italia, con la nuova cinta muraria, che si apriva nella porta Cavour, in corrispondenza dell’omonima piazza

Forte dei Cappuccini: la sommità del colle dei Cappuccini fu trasformata in fortezza, sfruttando la preesistente cinta muraria cittadina del Cinquecento e fortificando i terrazzamenti posti tra il colle ed il centro abitato, per cui si ottenne un’efficace retroguardia rispetto al Cardeto

ex Caserma Villarey: costruita tra il 1865 e il 1867, poteva ospitare oltre 1200 soldati. Ora sede della Facoltà di Economia e Commercio dell’Università politecnica delle Marche

Manufatto militare ottocentesco: piccolo deposito facente parte del complesso dei casermaggi (nato per ospitarei laboratori degli artificeri per la preparazione delle polveri), costruito a servizio della Caserma Villarey


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