La Benincasa organizza la presentazione dell’antologia “Poeti neodialettali marchigiani”. 17 gennaio ore 17 presso Palazzo Camerata

Il 17 gennaio prossimo sarà l’ottava Giornata Nazionale del Dialetto. In questa data, la Benincasa, in collaborazione con l’Associazione Culturale Versante, organizza la presentazione dell’antologia “Poeti neodialettali marchigiani”, curata da Jacopo Curi e Fabio Maria Serpilli e pubblicata nei Quaderni del Consiglio Regionale delle Marche. La presentazione si terrà alle ore 17.00, presso la Sala Conferenze di Palazzo Camerata, in Via Fanti 9.

Sulla linea dei padri neodialettali Leonardo Mancino, Gabriele Ghiandoni, Antonio Fontanoni e del neovolgare Franco Scataglini, si possono distinguere, fino alle generazioni più giovani, i 22 autori antologizzati, selezionati attingendo a ognuna delle cinque province della regione: Piero Saldari, Mariella Collina, Anna Elisa De Gregorio, Rosanna Gambarara, Angelo Ercole, Nadia Mogini, Fabio Maria Serpilli, Massimo Vico, Germana Duca Ruggeri, Gabriella Ballarini, Floriana Alberelli, Diana Brodoloni, Luca Talevi, Massimo Fabrizi, Francesco Gemini, Antonio Maddamma, Marco Pazzelli, Gianluca D’Annibali, Andrea Mazzanti, Michele Bonatti, Jacopo Curi, Ambra Dominici. I testi, editi e inediti, sono introdotti da note biobibliografiche e schede critiche.

Il volume sarà presentato da Manuel Cohen, con la partecipazione dei poeti in antologia, arricchita dalla voce e dalla chitarra di Grazia Barboni.

Manuel Cohen è autore, critico e saggista. Co-dirige l’almanacco di poesia «Punto» e il trimestrale «Periferie» ed è lo storico redattore de’ «Il parlar franco. Rivista di critica e scritture dialettali». Dirige inoltre alcune collane di poesia per gli editori Arcipelago Itaca, Dot.com.Press, Pazzini, Puntoacapo. Esperto di poesia dialettale e italiana contemporanea, ha pubblicato svariati saggi, ha curato “L’Italia a pezzi. Antologia dei poeti italiani in dialetto e in altre lingue minoritarie tra Novecento e Duemila” (Gwynplane, 2014) e suoi interventi critici appaiono in numerose riviste e quotidiani in Italia e all’estero, tra cui: «Poesia», «Po&sie», «Letteratura e dialetti», “Il Sole 24 ore”, “Il Corriere della sera” e in Rai. Presente in numerose giurie, è presidente onorario del Premio “David Maria Turoldo”, presidente di giuria del “Premio Internazionale Don Luigi Di Liegro” e ideatore del “Premio Triade Capitolina, Città di Guidonia Montecelio”. Presiede altresì l’associazione “Officine” e il comitato del Centro Studi Achille Serrao. Tradotto in diverse lingue, in poesia ha pubblicato i seguenti libri: Altrove, nel folto (a cura di D. Bellezza, Roma 1990); Cartoline di marca (pref. di M, Raffaeli, Teramo 2010); Winterreise (nota di G. D’Elia, Sondrio 2012, opera vincitrice del Premio Franco Fortini); L’orlo (pref. di G. Lucini, Sondrio 2014; Premio “Gioiosa Ionica-Don Milani per la legalità”) e Tutte le voci (Arcipelago Itaca, Osimo 2016).

Grazia Barboni ha studiato teoria musicale, fisarmonica e chitarra con il M° Orfeo Burattini presso l’Accademia Musicale di Ancona, entrando poi a far parte della “Fisorchestra paolo Soprani”. Ha insegnato al Liceo Linguistico, senza tuttavia mai tralasciare la sua passione per la musica, portando le note di Fabrizio de Andrè, Edith Piaf, Joan Baez, Violeta Parra ed altri autori in numerosi spettacoli teatrali di musica e poesia in Italia e all’estero.

Il concetto di poesia neodialettale, già introdotto da Pietro Pancrazi nel 1937, si afferma con Poesia dialettale del Novecento (Guanda, Parma, 1952) di Pier Paolo Pasolini – che non a caso esordisce con i versi dialettali di Poesie a Casarsa (Libreria Antiquaria, Bologna, 1942) – e Mario Dell’Arco, per poi consolidarsi nel corso del Novecento, quando critici quali Gianfranco Contini e Pier Vincenzo Mengaldo, restituiscono dignità letteraria al dialetto.  Nelle Marche, definite da Guido Piovene in Viaggio in Italia «unica regione al plurale», non mancano  esempi di utilizzo del dialetto nelle prose Giù la piazza non c’è nessuno (Einaudi, Torino, 1980) e Le ore (Adelphi, Milano, 1995) di Dolores Prato, treiese di adozione. In poesia, più recentemente, il dialetto è entrato anche nell’opera di un autore contemporaneo marchigiano quale Eugenio De Signoribus.


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