Mole Vanvitelliana

Il completamento del recupero della Mole Vanvitelliana con il risanamento del lato e mezzo del pentagono rivolto alla città è una delle priorità dell’Amministrazione.

Resta infatti, da ristrutturare questa parte per dare al monumento una destinazione complessiva definitiva. Così la Mole potrà tornare a nuova vita. Cominceranno prima dell’estate i lavori alla Mole, finanziati con i fondi del cosiddetto Piano Nazionale per le Città. Il progetto, riguardante il recupero totale del Lazzaretto vanvitelliano, è stato finanziato dallo Stato con 8,7 milioni di euro ed è suddiviso in 4 interventi: il primo, appunto riguarda opere preliminari alla sua attuazione, la fase successiva si riferisce al recupero del marciaronda, il terzo è intervento edilizio di recupero dell’ala lato ferrovia mentre il quarto step è inerente ad opere di completamento.
Parallelamente ai lavori strutturali, si sta anche lavorando ad un assetto organizzativo che faccia del Lazzaretto di Ancona un centro culturale di livello nazionale e internazionale.

Il progetto architettonico di recupero
Il progetto è diretto al recupero degli ambienti ancora abbandonati, posti su un lato e mezzo del pentagono e della corte perimetrale. Gli altri lati e lo spazio della corte interna sono stati oggetto nel corso degli ultimi venti anni di una serie di lavori ad iniziativa prima della locale Soprintendenza, poi più recentemente dell’Amministrazione comunale, con le opere di allestimento conclusesi nel 2011.
Redatto dal Servizio di Riqualificazione urbana e di edilizia monumentale del Comune, l’intervento mira al ripristino della condizioni originarie della struttura senza le manomissioni architettoniche avvenute negli anni. Il lato verso Porta Pia, dove le strutture originarie sono meglio conservate, ospiterà al piano terra una caffetteria-ristorante e locali di servizio annessi: verranno quindi ricostruite scale e soppalchi e realizzati nuovi elementi di distribuzione verticale e gli ascensori. Nello stesso lato oltre gli spazi espositivi della sala Leopardi sono previsti uffici e spazi adibiti a laboratori didattici.
Il lato terra è invece quello che ha fatto emergere maggiori criticità dovute alla valutazioni di compatibilità tra le “manomissioni” avvenute con l’esigenza di riportare alla luce rapporti spaziali e dimensioni dell’originale struttura vanvitelliana. Il progetto prevede anche il rifacimento dell’impiantistica, dal riscaldamento alla rilevazione incendi, dall’illuminazione alla rete fognante, il cui completamento è particolarmente complesso data la particolare conformazione “insulare” della Mole.
Saranno ripensati anche il cortile interno e quello perimetrale.
L’intervento di recupero strutturale e architettonico ha preso in considerazioni nuove destinazioni e attività della stessa tipologia d’uso che consolidano il ruolo di polo culturale del complesso al livello territoriale:
Spazi -in sede permanente- per attività espositive, laboratori, attività di formazione ecc sul tema della materia e sua manipolazione (arte, artigianato, design) negli ambienti caratterizzati dalla “strutture c.d. Nervi”, corpo esterno o principale piani primo, secondo, soppalco dell’ala lato Terra;
completamento spazi per attività espositive temporanee nel corpo esterno parte sinistra dell’ala Porta Pia;
uno spazio caffetteria – bar ubicato al piano terra piano sinistra lato Porta Pia e nelle zone d’angolo tra l’ala lato Porta Pia e lato Terra espandibile al contiguo spazio per catering, cucina, ed a servizio dell’intero complesso;
una sala laboratorio didattico (di restauro o legato alle attività degli spazi soprastanti) ubicata al piano terra dell’ala lato terra;
alcuni locali destinati ad “uffici” funzionali alla gestione delle attività di cui sopra ubicati nei corpi interni ;
locali impiantistici e di servizio localizzati nei corpi secondari interni
Laboratorio per attività manutentive del complesso piano terra alla terra verso l’angolo con l’ala Mandracchio.