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Presentazione del Virtual Tour della Pinacoteca Civica di Ancona

Il progetto è frutto di una collaborazione tra Comune di Ancona, Assessorato alla Cultura, Politiche giovanili e Turismo, e Università Politecnica delle Marche, Dipartimento Distori Heritage coordinato dal Prof. Paolo Clini con il supporto della Cooperativa “Le Macchine Celibi”. 

Il progetto debutta nel momento storico in cui la pandemia Covid-19 ha fatto sì che tutte le istituzioni culturali, ed i Musei nella fattispecie, tramite il digitale hanno espresso al meglio la loro vocazione di luoghi di socializzazione, di relazione, di educazione, non solo all’arte ma al vivere in comune, costruendo innovative relazioni con il pubblico. La Pinacoteca di Ancona è a priori un condensato di queste funzioni, un soggetto glocale grazie alla sua collezione, fortemente radicata nel territorio, per la presenza di capolavori universali, e per uno spiccato ruolo educativo.

Dedicare alla collezione ed alla sua offerta al pubblico una piattaforma digitale non è un semplice tentativo di tenere il passo della tecnologia, ma è occasione strategica per mettere mano al patrimonio in maniera organica, rileggerlo, riorganizzarlo e, infine, aumentare il carattere spiccatamente empatico del Museo. Il tour virtuale è l’inizio di un percorso che unisce tecnologia e cultura classica, senza che l’una diventi mero oggetto dell’altra. Conoscenza, educazione, scoperta, formazione, comunità, “neo-socialità” sono le finalità di questa unione, che trova il suo equilibrio nel fattore umano, nelle relazioni e nel forte tratto di inclusione sociale.

Sul piano prettamente tecnologico, il Tour è uno strumento che, grazie a immagini a 360° navigabili intuitivamente da ogni tipo di dispositivo, permette all’utente di effettuare la visita al patrimonio in maniera immersiva ed interattiva.

L’esecuzione di un elevato numero di stazioni di presa impiegando un laser scanner terrestre e la copertura aerea mediante drone ha permesso la digitalizzazione diffusa dell’intero edificio. Ai diversi ambienti espositivi sono state quindi integrate immagini e modelli 3D delle opere esposte, elaborati sfruttando le più recenti soluzioni nel campo della fotogrammetria. La tecnica Structure from Motion, applicata ai dipinti, ha permesso infatti non solo di elaborarne immagini HD ma anche veri e propri facsimili digitali in grado di documentare lo stato di conservazione delle superfici pittoriche e dei loro supporti.

La piattaforma consente anche l’utilizzo di visori 3D per poter anche da casa avere visioni immersive in 3D delle opere e degli ambienti. Inoltre essa consentirà sviluppi nella logica del completamento del patrimonio accessibile e della possibile interazione in tempo reale con operatori e personale museale e possibile fornitura di servizi museali nel corso stesso della navigazione.

Lo staff della Pinacoteca ne ha curato i contenuti culturali a partire da un serio lavoro di riordino del patrimonio conservato, tra archivi e depositi, necessario per l’efficacia della relativa valorizzazione a favore del largo pubblico. E’ stata messa a sistema la revisione delle schede scientifiche delle opere ai fini della corretta divulgazione, d’obbligo nel corso della fruizione del tour. Studio e riflessioni sulle possibilità di mediazione che tale strumento offre al fruitore, non solo dal punto di vista tecnologico, sono ancora in corso.

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